Massimo Valdiserra

La prima volta che ho incontrato Massimo è stata l’estate scorsa, quando sono andata a Scascoli per conoscere il gruppetto di anziane signore che vanno a pregare lì, da una vita. Come altrove detto, queste nonnine possono recarsi al Casetto a pregare ormai solamente quando Vincenzo e suo fratello Leonardo hanno il tempo di accompagnarle. Quel giorno, in ginocchio a pregare, c’era anche lui, nipote dei due fratelli, figlio della loro sorella Anna. L’ho rivisto domenica scorsa, ed anche alcune altre precedenti, venire insieme alla famiglia, a pregare. È un uomo alto, magro e serio. L’ho visto chinarsi a baciare la Terra Santa e assorto nella preghiera.

… Noi abbiamo già sentito che il primo autista per queste donne, con un pulmino, era Cesare. Quando quest’uomo si ammalò, soffriva di cuore, non poté più accompagnarle e fu sostituito per circa tre anni proprio da Massimo e da suo zio Vincenzo; si alternavano nel servizio: una volta l’uno una volta l’altro. Allora Massimo era molto giovane, avrà avuto una ventina d’anni. Inoltre, quand’era ragazzino, c’era andato spesso coi suoi genitori e quindi gli faceva piacere, era un “gradevole passatempo” accompagnare quelle signore, che gli erano molto riconoscenti.

Da sinistra, Anna D’Amato, Alessandra Rodolfi, Massimo Valdiserra, i fratelli D’Amato, Lia, Bruna ed altri – 10 luglio 2016

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