Massimo Valdiserra

Erano cinque o sei in tutto, ricorda Giovanna di Casalecchio, che è morta da poco tempo, c’era anche Iole. In macchina, Massimo andava in campagna dallo zio dove prendeva il pulmino e, alle 6.20, era già pronto per caricarle. Prima tappa era la chiesa che c’è nell’angolo fra via Castelfidardo e Via D’Azeglio, assistevano alla santa messa delle ore 7, sempre concelebrata da due sacerdoti. Dopo la funzione, si aggiungeva qualcuno al gruppetto e andavano alla meta attraversando la via Toscana fino a Pianoro. Dopo una breve sosta al bar all’angolo di Pianoro Vecchio, dove puntualmente si fermavano e Iole gli offriva sempre la colazione, ripartivano. Durante il tragitto pregavano intensamente e cantavano, senza alcuna pausa. Si fermavano sulla stradina dove adesso c’è ammucchiata la legna, perché sembra che la Madonna non volesse che le macchine arrivassero fin giù a pestare la Terra Santa. Solo in casi particolari, se ad esempio avevano qualcosa da scaricare, arrivavano fino a giù. Il rito iniziava con tre baci alla Terra Santa, con il Segno della Croce e il bacio alla Croce, come dettato dalla Madonna e passavano sotto l’arco. Poi iniziavano tutte le preghiere riportate anche sul recente libro sulla Terra Benedetta di Scascoli. Canti, Via Crucis, processione nel bosco.

La Grande Croce antica, ricoperta, come tutte le altre, in rame. L’umidità aveva dato la possibilità ai funghi di crescere!!!

Recentemente è stata sostituita da una nuova Grande Croce in legno, offerta da A. S.

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