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Pag.1 Iolanda 1940 dicembre Sermone
contemplando la nascita del divin Salvatore ci porteremo alla casetta di Nazareth. dove vediamo mettersi in viaggio Maria e Giuseppe essi sono felici e contenti non guardano ai rupi sentieri che devono percorrere agli alti monti che devono valicare ma con l’occhio rivolto al cielo vanno pregando intanto la neve fiacca il
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rigore del gel si fa più intenso ma essi non lo sentono vanno e vanno.
Sono due anime celesti che portano con loro il tesoro dei tesori il vero figlio di Dio le ombre della notte intanto incominciano a farsi vedere
Ma i due viaggiatori non si fermano vanno e vanno
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dopo lungo cammino giungono alle porte di città Giuseppe si affanna a cercare un po’ di ristoro ma invano. Mah dice il padrone di casa troppo tardi mi dispiace ma non c’è più posto e la solita risposta riceve da tutta la città e giungono fuori della città senza ciò che avrebbero desiderato
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qua li vediamo alzare lo sguardo al cielo e dire: Fiat voluntas tua Domine. Sia fatta o Signore la tua volontà e si dirigono fuori dalla città vedendo una capanna vi entrano e si riposano un poco il freddo si fa sentire forte la neve continua à cadere, intanto si avvicina l’ora più
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solenne la mezza notte Gesù era nato) il Signore che dall’alto vedeva ogni cosa fece sendere innumerevoli schiere di angeli ad adorarlo e annunziare alle genti la nascita del suo figliolo non andarono essi ad annunziare i più ricchi personaggi di Betlemme no
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ma non di meno ai pastori che sulle montagne si erano recati col loro gregge
Andate (gli dice) è giunta l’ora più grande andate ad adorare il figlio di Dio questi andarono e lo adorarono oh felice notte oh dolce capanna ora ora non sei più misera capanna ma sei
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diventata un vero paradiso
Gesù Bambino Tu vedi le nostre necessità deh guarda le nostre miserie e salvaci noi ti chiediamo una sola cosa la pace che tu in betlemme promettesti agli uomini di buona volontà del Sermone non ce ne più ti saluto e vado ……….